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L’Italia NON è dei suoi cittadini, le balle sullo spread, il risparmio e le banche che “affrontano il problema alla rovescia”.

Un terzo dei buoni del tesoro è proprietà delle banche, lo spread è tornato a 200, come nell’aprile di un anno fa ma ci raccontano che non era così alto dal 2013 e che è colpa di Salvini e di Maio, contando sulla poca memoria della gente (http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/infografica/l-andamento-dello-spread-italiano-dall-inizio-della-crisi-finanziaria_1001667-2018.shtml). Notizie che si accavallano e si smentiscono in continuazione non  ci portano certo verso la tranquillità di un futuro in uno stato che spesso “non ce la racconta giusta”. Parrebbe spesso che la confusione sia voluta alla pari di quando sott’acqua si solleva la sabbia per far perdere visibilità.

La prima domanda che mi viene in mente è: ma se le banche possiedono un terzo dei buoni del tesoro, ultimo baluardo del “risparmio sicuro”, e potrebbero anche decidere di “non valutarli a rischio zero” (http://www.linkiesta.it/it/article/2017/02/16/titoli-di-stato-e-banche-il-prossimo-enorme-problema-italiano/33276/)  che razza di stato è questo? E soprattutto  che garanzia d’investimento c’è? Sull’autolesionismo speculativo delle banche non abbiamo dubbi, ma forse dovremmo averli anche sul rischio che qualunque cosa si faccia, esse possano portarci nel baratro. Questo problema infatti può essere allargato a ogni tipo di transazione finanziaria e/o servizi. E nessuna banca, virtuosa o no, oggi è realmente autonoma.

Appurato che il privato è privato e il pubblico, in buona parte, pure, possiamo cominciare a interrogarci sul dove stiamo andando, su che stato sia l’Italia.

Ancora una volta l’Europa ha le sue colpe: la recente stretta sui capitali bancari approvata dai ministri europei all'Ecofin (Consiglio  Economia e Finanza UE) sembra andare infatti ancora una volta in direzione ostinata e contraria rispetto ad ogni logica di crescita imprenditoriale ed economica. "Fa ridere, si affronta il problema alla rovescia. Anziché permettere alle banche di partecipare alla ripresa dando credito alle imprese, si spingono le banche a non dare prestiti". Così si esprime l’economista francese Jean-Paul Fitoussi all'ANSA. Si fa insomma l’esatto contrario degli USA che hanno invece deciso di snellire i vincoli bancari (https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/05/26/banche-fitoussi-stretta-ue-errore_37b6504d-5960-4923-b4bf-6bb13c3b702b.html).

E alla domanda su chi ci rimette maggiormente in questa decisione la risposta è immediata: Italia e Grecia, le uniche ad essersi opposte al provvedimento. E guarda un po’, non sarà questo uno dei veri motivi dell’aumento dello spread?

Insomma, chi scrive non pensa di essere antieuropeista se pone l’accento  sulle servitù finanziarie europee ormai stantìe e pericolose, e soprattutto se invita tutti ad una riflessione sul fatto che in questo mondo globalizzato Finanza ed Economia non sono esattamente la stessa cosa, anzi sono spesso come il diavolo e l’acquasanta in una politica che si muova davvero in un’ottica di cambiamento.

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